15/04/2026
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Google: i report antispam ora possono attivare un’azione manuale

I report antispam potrebbero far scattare un’azione manuale contro il sito segnalato. Google ha aggiornato la documentazione del modulo usato per segnalare manipolazioni del ranking e violazioni delle proprie regole sullo spam, aggiungendo un passaggio che alza il peso di quelle segnalazioni. In pratica, da oggi un controllo umano potrebbe indicare violazioni palesi che riescono ancora a eludere i filtri automatizzati di SpamBrain e provocare finanche la rimozione immediata di un sito dai risultati di ricerca. La nuova procedura accelera i tempi di intervento del team di qualità di Google, accorciando la vita utile di quei domini che sfruttano tecniche manipolatorie per occupare spazio in SERP.

Il testo ufficiale delle policy dice che Google può ora usare il report per prendere provvedimenti manuali contro le violazioni. Nello stesso avviso compare un dettaglio ancora più delicato: se parte davvero un’azione manuale, tutto ciò che viene scritto nella segnalazione può essere inoltrato verbatim, quindi parola per parola, al proprietario del sito segnalato.

La segnalazione come trigger operativo

Il passaggio dal report alla sanzione continua a non essere un processo automatico, comunque, ma richiede una verifica da parte degli operatori di Google. La novitĂ  risiede nel meccanismo di smistamento: se la tua segnalazione individua una violazione chiara delle policy, Google ha ora la facoltĂ  di emettere un provvedimento disciplinare in tempi molto piĂą brevi rispetto al passato.

Google precisa anche un altro punto. Quando avvisa il proprietario del sito, non include altri dati identificativi del segnalante. L’anonimato resta quindi intatto finché nel campo aperto non vengono inserite informazioni personali. Il cambio pesa proprio qui: quel riquadro smette di essere uno spazio laterale da riempire in modo generico e diventa un testo che può finire davanti alla controparte nella stessa forma in cui è stato inviato. URL precisi, esempi verificabili, descrizioni asciutte del comportamento contestato e riferimenti puntuali valgono molto più di commenti polemici o accuse larghe.

Fino a oggi il modulo viveva soprattutto come canale utile a migliorare i sistemi automatici di rilevamento dello spam, mentre adesso spinge a un cambio nel peso operativo delle segnalazioni della community contro tecniche che compromettono la qualitĂ  dei risultati di ricerca. Restano anche separati gli altri binari: il form è pensato per le pratiche “black hat” che alterano il ranking o violano le regole sullo spam, mentre malware e phishing passano da moduli dedicati.

Fonte: Google Search Central

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