Ogni settimana le funzioni AI della ricerca mandano ai siti «miliardi di clic», parola di Google che, attraverso Nick Fox, vicepresidente senior per Knowledge and Information e responsabile di Search, ha affidato la cifra a LinkedIn, affiancandola ai miliardi di clic che la Ricerca distribuirebbe ogni giorno nel suo complesso.
La community internazionale ha accolto la dichiarazione con freddezza, dopo anni passati a guardare CTR e traffico organico restringersi. Negli Stati Uniti il 68,01% delle ricerche Google si è chiuso senza clic nei primi quattro mesi del 2026, contro il 60,45% rilevato nel 2024. I due valori provengono da panel differenti e descrivono comunque l’accelerazione più rapida dell’ultimo decennio, con 7,56 punti guadagnati dalle zero-click search in due anni – e le funzioni AI integrate hanno aggiunto pressione a una curva già in salita, anche se “ufficialmente” AI Mode pesa ancora appena sullo 0,34% delle ricerche analizzate, mentre le AI Overview occupano già una parte molto più ampia delle SERP.
Search Console pubblica le impressioni generate da AI Overview, AI Mode e dalle funzioni generative di Discover, insieme alle pagine mostrate, ai Paesi, ai dispositivi e alle date. Clic, query e click-through rate restano fuori dal report. L’aggregato di Fox non può quindi essere verificato dentro la singola proprietà , né confrontato con il traffico precedente all’introduzione delle risposte AI.
Anche le due quantità usate da Google sfuggono al confronto. Search nel suo complesso manda miliardi di clic al giorno, le funzioni AI miliardi alla settimana, entrambe senza valore preciso, denominatore o distribuzione per tipologia di ricerca. Barry Schwartz ha isolato bene l’ambiguità : Google rivendica di inviare ancora miliardi di clic senza affermare che oggi ne invii più di prima.
Saharsh Agarwal della Indian School of Business e Ananya Sen della Carnegie Mellon University hanno costruito la misura che manca. Il loro esperimento ha assegnato casualmente utenti statunitensi a gruppi differenti: il primo vedeva la pagina Google ordinaria, nel secondo un’estensione Chrome nascondeva l’AI Overview quando sarebbe dovuta comparire. Su 1.065 partecipanti desktop sono state osservate 68.089 ricerche, con la sintesi generativa attivata in circa il 41% delle query. Il paper è stato aggiornato il 17 giugno 2026 ed è ancora una working draft su SSRN.
I clic organici in uscita passano da 0,62 a 0,37 per ricerca quando l’overview resta visibile. Il taglio è del 39,8%, mentre la probabilità di una ricerca senza clic sale da 0,54 a 0,73. I clic sponsorizzati e quelli diretti verso altre proprietà Google non registrano variazioni misurabili. La sintesi assorbe quindi visite destinate ai risultati organici esterni, con l’effetto concentrato sulle query informative, pari al 71% del campione.
La qualità dei clic recuperati rende il risultato ancora più difficile da liquidare. Ritorno alla SERP, visite inferiori a dieci secondi e tempo trascorso sul sito restano statisticamente indistinguibili nei due gruppi. La difesa che Google ripete da mesi, secondo cui l’AI intercetta soprattutto i clic destinati a chiudersi in pochi secondi, perde il suo appoggio, perché i clic recuperati spegnendo la sintesi valgono quanto quelli sopravvissuti.
La tipologia di campione – statunitense e desktop – impedisce di trasferire automaticamente quel 39,8% alla ricerca italiana. L’Osservatorio SEOZoom mostra però la dimensione della superficie coinvolta: oggi 23 luglio le AI Overview compaiono su 19.983.012 keyword monitorate, pari all’85,33% del totale. Il paper misura cosa accade al clic quando la sintesi appare; il dato SEOZoom mostra quante query possono ormai subire quell’effetto.
Una keyword che conserva posizione e impressioni mentre perde CTR dopo la comparsa dell’AI Overview racconta più della posizione media presa da sola. La verifica passa dall’incrocio tra query, andamento dei clic, presenza della sintesi, fonti citate e visibilità raggiunta dentro il box. Google offre una quantità assoluta utile a descrivere la propria scala. Siti ed editori hanno bisogno del numero che resta nascosto, quello che separa i clic generati dalle funzioni AI dai clic assorbiti prima del link.
Fonti: Linkedin (Nick Fox), Search Engine Journal