Bing anticipa Google e decide finalmente di accendere la luce in quella che, fino a ieri, era la “scatola nera” della visibilità digitale. Da qualche ora, infatti, all’interno di Bing Webmaster Tools è attiva la preview pubblica del report AI Performance (anche per l’Italia e l’italiano), ovvero il primo report reale e analitico sulle citazioni dell’intelligenza artificiale.
Mentre Google continua a nicchiare (e mescolare i dati delle AI Overview nel flusso generico della Search Console), Microsoft sceglie la trasparenza e raggruppa in una sezione dedicata dati reali sulle citazioni generate su Copilot, nei riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale in Bing e nelle integrazioni di partner selezionati. Questo significa che ora puoi sapere con precisione come e quando il tuo brand viene scelto come fonte di verità e informazione dai motori conversazionali.
I dati di Bing: grounding queries e citazioni reali
Il report si basa su tre indicatori principali: le citazioni totali, le pagine citate e le “grounding queries”. Quest’ultimo dato è il più prezioso per la tua analisi strategica, perché ti mostra le ricerche specifiche effettuate dall’intelligenza artificiale per verificare un’informazione e ancorare le proprie risposte a fonti verificate.
È importante non confondere queste query con i prompt degli utenti. Mentre il prompt è la domanda che una persona pone a Copilot in linguaggio naturale (ad esempio “quali sono le migliori scarpe da trail?”), la grounding query è la traduzione tecnica che l’intelligenza artificiale compie per cercare prove nel suo indice. In pratica, la macchina trasforma il dubbio dell’utente in una ricerca mirata per trovare il riferimento più autorevole.
Questo report ti mostra quindi il modo in cui la macchina ha interrogato il suo database per decidere che il tuo contenuto fosse la fonte più affidabile da citare. Oltre alle query, il sistema mostra il numero di citazioni totali e le pagine specifiche che sono state utilizzate per alimentare la risposta di Copilot.
Perfezionare l’analisi con gli strumenti di SEOZoom
Analizzare le grounding queries ti permette di capire esattamente quale parte della tua offerta informativa viene considerata autorevole dai Large Language Model (LLM). Questi dati sono il punto di partenza per capire come ti muovi nel campo della GEO (Generative Engine Optimization) e della AEO (Answer Engine Optimization), che puoi integrare con la visione strategica di SEOZoom per trasformare la tua operatività .
Innanzitutto, all’interno della piattaforma puoi leggere il dato effettivo del traffico referral proveniente specificamente dalle piattaforme AI. Quando sfrutti l’integrazione con Google Analytics si attiva la sezione Traffico AI, che ti permette di isolare le visite che arrivano da ChatGPT, Gemini, Perplexity e altri motori conversazionali, fornendo una panoramica completa che va oltre il singolo ecosistema Microsoft. In pratica, con il report Bing vedi dove sei visibile, con SEOZoom capisci come quella visibilità si traduce in visite al tuo sito.
Per passare dall’analisi all’azione, puoi usare gli strumenti specifici che abbiamo progettato per questa nuova fase del mercato. Con l’AEO Audit verifichi se i tuoi testi sono strutturati per rispondere alle domande dirette, mentre il GEO Audit ti restituisce una panoramica della tua presenza nei risultati generativi.
Le informazioni del report di Bing diventano però strategiche soprattutto per sfruttare al massimo l’AI Prompt Tracker, il tool che ti permette di tracciare la tua visibilità all’interno dei flussi conversazionali con le AI. Parti dalle grounding queries che trovi nel report e fai reverse engineering dell’intento per ricostruire la domanda dell’utente.
Ad esempio, se in Bing Webmaster Tools individui una grounding query come “migliori scarpe trail running 2026”, hai la prova che l’IA ti considera una fonte affidabile per quel tema tecnico. Per testare la tua visibilità reale, devi trasformare quel dato in una domanda naturale: “Quali sono le scarpe da trail running più ammortizzate per correre su terreni tecnici nel 2026?”. Questo è il prompt che inserirai nell’AI Prompt Tracker di SEOZoom.
Utilizzi le informazioni ottenute da Bing come “campione statistico” di ciò che piace agli algoritmi e le proietti sul resto del mondo AI. Inserendo i prompt corrispondenti nel tracker di SEOZoom, estendi la tua analisi a piattaforme come ChatGPT, Gemini, Perplexity e le AI Overview di Google. Se Bing si fida di te per un determinato concetto, è probabile che anche gli altri modelli linguistici stiano cercando le stesse conferme: il tracker ti permette di verificare se questa fiducia è universale o se devi lavorare sulla densità informativa per convincere anche gli altri motori generativi.
La nuova metrica: la comprensibilità per le macchine
Ottimizzare per l’intelligenza artificiale non significa più rincorrere il posizionamento di una singola parola chiave, ma garantire che il tuo brand sia diventato comprensibile e indispensabile per le macchine. Il report di Bing e gli strumenti di SEOZoom servono a validare un’unica verità : la tua capacità di essere una fonte di “grounding”.
Se i tuoi contenuti non compaiono in queste analisi, il problema non è la mancanza di traffico, ma un segnale troppo debole o sporco per essere processato correttamente. Il successo oggi si misura con la capacità del marchio di fornire dati così densi e precisi da diventare l’unica risposta possibile per l’intelligenza artificiale.
Fonte: Microsoft