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AI e copyright: il nuovo terreno di scontro

Guerra copyright vs AI: Anthropic paga 1,5 miliardi per copie pirata, Apple sotto accusa per dataset illeciti, Warner Bros denuncia Midjourney

Le dispute legali sul rapporto tra AI generativa e diritti d’autore si moltiplicano, delineando un fronte sempre più caldo.

Anthropic ha chiuso un accordo extragiudiziale da 1,5 miliardi di dollari con tre autori che l’accusavano di aver utilizzato copie pirata di libri per addestrare i modelli Claude. L’intesa prevede la rimozione dei dataset contestati e l’impegno a impiegare solo contenuti con licenze regolari. È il primo maxi-risarcimento di questo tipo nel settore, e potrebbe diventare un precedente per casi simili.

In parallelo, Apple è stata citata in giudizio per presunto utilizzo di testi inclusi nel dataset RedPajama, usato per addestrare i modelli OpenELM. Secondo i querelanti, i dati sarebbero stati sfruttati anche per lo sviluppo di Apple Intelligence. Le richieste al tribunale comprendono la distruzione dei dataset e un risarcimento economico.

Sul fronte media, Warner Bros. Discovery ha avviato un’azione legale contro Midjourney, accusata di consentire la creazione di immagini basate su personaggi come Batman, Superman e Bugs Bunny. Secondo la major, la piattaforma avrebbe tratto profitto da contenuti coperti da copyright senza autorizzazione.

Questi casi, emersi quasi in contemporanea, mostrano come il tema della proprietà intellettuale sia diventato uno dei principali campi di scontro tra creatori, grandi aziende tecnologiche e piattaforme AI. Gli sviluppi giudiziari potrebbero avere conseguenze dirette sui metodi di addestramento dei modelli e sull’intero mercato dei contenuti generati artificialmente.

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