Una raccomandazione di ChatGPT continua a lavorare anche dopo che la conversazione è finita. I brand indicati dall’AI hanno in media 2,5 volte più probabilità di ricevere una visita entro i sette giorni successivi rispetto ai concorrenti rimasti fuori dalla risposta.
È quanto emerge da The Downstream Impact of AI Visibility, la ricerca con cui Similarweb ha seguito tra luglio e dicembre 2025 i percorsi reali di utenti statunitensi che avevano chiesto via desktop a ChatGPT consigli nei settori finanza, viaggi e cosmetica. Il confronto ha coinvolto American Express e Capital One, Skyscanner e Kayak, Sephora e Ulta; Similarweb ha escluso chi aveva già visitato il sito nelle quattro settimane precedenti e chi aveva inserito il nome del brand nella domanda, così da osservare che cosa accadeva dopo una raccomandazione ricevuta durante la conversazione.
In generale, chi arriva dopo il consiglio dell’AI apre in media 12 pagine e resta 11,8 minuti, contro le 6,5 pagine e i 5,6 minuti di tutti gli altri. Il doppio del tempo e quasi il doppio delle pagine, perché la conversazione con l’assistente ha già ristretto il campo, e l’utente atterra con la scelta quasi fatta invece che all’inizio della ricerca. Prima del clic, il primo gruppo ha già chiesto un consiglio, confrontato alternative e ricevuto un marchio preciso; l’arrivo sul sito avviene quindi in una fase più avanzata della scelta.
La raccomandazione sposta anche la destinazione: nel confronto tra due concorrenti diretti, il marchio consigliato riceve in media 2,5 volte le visite dell’altro entro sette giorni. Con una raccomandazione di American Express, il 7,2% degli utenti arriva sul suo sito e il 3,1% su quello di Capital One; a parti invertite, Capital One sale al 14,2% e American Express scende al 3,8%. Lo stesso ribaltamento si vede tra Skyscanner e Kayak nel travel e tra Sephora e Ulta nella bellezza, con lo scarto sempre a favore di chi l’assistente ha nominato.
Il traffico esiste, quindi, ed è di qualità . Ma non bussa alla porta con l’etichetta dell’AI, perché il clic parte raramente dalla risposta. Il 55,9% di queste visite influenzate dall’assistente arriva attraverso la ricerca, contro il 40,4% delle visite normali, mentre il traffico diretto scende dal 38,8% al 19,9%. L’utente riceve un nome durante la conversazione, chiude ChatGPT e nei giorni successivi lo cerca su Google – e questo movimento ha una conseguenza diretta anche nei report, dove quella visita compare come ricerca branded, e il merito dell’assistente sparisce.
Chi giudica ChatGPT dalla riga del traffico di referral vede una frazione di quello che l’assistente muove davvero. La parte più consistente è già riemersa nella ricerca a marchio, dove nessun parametro la ricollega alla conversazione che l’ha generata. Il valore c’è, misurato in sessioni più lunghe e in una navigazione quasi doppia per numero di pagine, ma resta attribuito al canale sbagliato.
Da qui una conseguenza pratica sul come lavori. Se una raccomandazione dell’assistente aumenta la probabilità che il brand venga cercato nella settimana successiva, allora sapere se e come i modelli citano il tuo brand diventa un dato di domanda, non di reputazione. Puoi vedere quante volte ChatGPT, Gemini e gli altri ti nominano rispetto ai concorrenti con cui condividi le query, e leggere quella quota come l’anticipo del traffico brandizzato che ti arriverà nei giorni successivi.
Lo studio guarda al desktop americano e a tre settori, quindi il risultato non è una legge universale né un valore da riportare tale e quale sul mercato italiano. Il meccanismo, però, non dipende dalla geografia: la conversazione con l’assistente crea domanda, la ricerca a marchio la raccoglie e gli strumenti di analisi registrano l’ultimo passaggio senza riconoscere ciò che lo ha innescato.
Il percorso misurato resta comunque concreto. Il nome compare in ChatGPT, riemerge su Google entro sette giorni e porta sul sito un utente che consulta quasi il doppio delle pagine e rimane quasi il doppio del tempo. Nei report quella visita continuerà a chiamarsi ricerca branded; la scelta aveva già cominciato a formarsi dentro l’assistente.
Fonte: Similarweb