03/05/2026
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Addio Ask, il motore che anticipava la ricerca per domande

Dopo quasi trent’anni (complessivi) di attività, lo scorso 1 maggio 2026 ha chiuso Ask.com, che aveva a sua volta raccolto il testimone da Ask Jeeves, uno dei primi motori di ricerca, creato circa due anni prima di Google.

Il messaggio pubblicato sulla pagina di chiusura attribuisce la decisione a IAC, che ha scelto di interrompere il business search mentre concentra le proprie attività su altri fronti, con un saluto agli utenti dopo “25 anni di risposte alle domande del mondo”. Ask.com aveva comunque già perso la partita della ricerca molto prima della chiusura, e dal 2010 ad esempio aveva esternalizzato la propria tecnologia search, schiacciato dalla concorrenza di Google e degli altri motori dominanti.

Si chiude un cerchio simbolico: Ask Jeeves aveva costruito la propria identitĂ  sulla possibilitĂ  di fare domande in linguaggio naturale invece di digitare keyword secche. E scompare (forse) definitivamente mentre la ricerca torna verso interfacce conversazionali, chatbot, AI Overview, AI Mode e answer engine.

Ask Jeeves aveva costruito la propria identità su un’idea semplice e in anticipo sui tempi. L’utente non doveva imparare il linguaggio del motore, poteva scrivere una domanda come avrebbe fatto a una persona. Il nome Jeeves, il maggiordomo ispirato alla narrativa di P.G. Wodehouse, serviva a rendere visibile quella promessa: la ricerca come dialogo, non come combinazione di parole chiave.

La traiettoria del prodotto racconta però anche il limite di quella visione. IAC acquisì Ask Jeeves nel 2005, poi eliminò il nome Jeeves e spinse Ask.com dentro una competizione sempre più difficile con Google. Nel 2010 il prodotto ridimensionò la propria tecnologia di ricerca e si orientò di nuovo verso il modello domande e risposte, dopo che Barry Diller aveva riconosciuto pubblicamente la scarsa competitività di Ask.com rispetto a Google.

Anche se aveva anticipato l’interfaccia conversazionale, ma la ricerca per domande oggi richiede un’infrastruttura che negli anni Novanta non esisteva: comprensione semantica, retrieval aggiornato, ranking, sintesi generativa, citazioni, memoria della conversazione e capacità di trasformare una richiesta lunga in più ricerche collegate. La domanda naturale era l’intuizione. Il vantaggio competitivo, oggi, sta nel sistema che capisce, recupera, sintetizza e cita, e sta in mano ai motori che controllano dati, modelli, distribuzione e superfici di visibilità.

Fonte: TechCrunch

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